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Presentazione

Ciao a tutti. Sono un ragazzo di 20 anni, studente all’università. Sono meridionale ma per motivi di studio mi sono dovuto trasferire al Nord. Forse vi starete chiedendo perché un ragazzo di 20 anni si metta a scrivere un blog. Beh la verità è che non lo so nemmeno io. Sento la necessità di scrivere i miei pensieri come mai è successo in vita mia. Non voglio dire molto su di me tramite questa presentazione che volutamente è scarna perché ho deciso di presentarmi, cioè presentare il mio carattere e il mio modo di essere, attraverso titoli, contenuti e immagini che volta per volta pubblicherò nel mio blog. Pertanto questo blog per me è l’occasione di raccontarmi non avendolo mai fatto con nessuno prima d’ora e neppure con me stesso. Il titolo del blog richiama un quadro di Caspar David Friedrich intitolato appunto “Il viandante sul mare di nebbia” ed è stata una scelta simbolica in quanto mi rivedo molto nel personaggio in questione. Nel motto del blog ho poi citato “Zibaldone di pensieri” di Giacomo Leopardi perché questo blog vuole essere appunto una raccolta di miei pensieri su tutto ciò che sento di comunicare. Non so quanti di voi hanno visto la serie “Sherlock” (una delle mie preferite in assoluto); all’inizio il dottor Watson scrive un blog per superare lo shock post traumatico dovuto ad un passato militare. Io scrivo invece perché mi va di farlo e perché penso che, così come per il dottor Watson, scrivere possa aiutarmi a superare una fase un po’ difficile della mia vita.

Buona lettura.

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Ritorno.

È quasi un mese che non scrivo un mio pensiero su questo blog. Forse vi starete chiedendo il perché. Semplicemente perché se scrivo è perché sto male e voglio esternare il mio malessere attraverso la scrittura. Infatti in questo mese sono stato davvero bene, ho avuto giornate felici. Mi alzavo al mattino e andando a lezione pensavo a quanto fossi fortunato, pensavo a quanto fosse bello il mondo che mi circondava. Ero felice e trovavo la bellezza anche nelle cose più insensate. Avrei voluto continuare in quel modo per sempre ma se sono qui a scrivere potete immaginare che non è così.

Tutte le preoccupazioni che avevo sono tornate, tutti i miei piccoli problemi anche. Tutto sembra essere ritornato a qualche mese fa quando era tutto nero. Cosa posso fare ora? Voglio solo tornare ad essere quella persona che ero fino a qualche giorno fa.

Buona giornata.

Confused.

È da un po’ di giorni che sono off. Spento totalmente. Sono confuso e non mi piace. Così ero confuso anche su ciò che sentivo e quindi perché scrivere?

Cosa è cambiato? Forse nulla. In ogni caso penso spesso a cosa voglio essere diventare, fare senza mai trovare la determinazione per farlo. Sarò forse un incapace, forse c’è bisogno ancora di tempo. Io non lo so ma so invece che mi sono stancato di stare in questo limbo. Indecisione e buio, come un equilibrista su un filo che può spezzarsi da un momento all’altro cercando invano di trovare un equilibrio che possa farmi stare più tranquillo.

Non è domenica.

È domenica e tutto tace.

Non si sentono rumori nella città, non si sentono profumi. Era il mio giorno preferito della settimana, grandi pranzi, uscite con amici, in campagna dal nonno, profumi, sensazioni che la rendevano unica. Le partite di calcio, le castagne arrosto, il rumore del carte sul tavolo, il freddo pungente. La domenica era il calore di un camino, l’abbraccio di un famigliare, un giorno speciale.

Ma ora tutto tace e tace così il mio cuore che spento non sa più dove andare. Taccio io che non so come esprimermi, tace la mia anima che non sa chi è.

Questa non è più per me domenica.

Sfogo personale.

Ma in che cazzo di degrado viviamo? Mi disgustano alcuni aspetti della realtà. Ormai tutto è diventato una continua ricerca di piacere e godimento. A tutti piace e piace anche a me ma credo che le cose si siano un po’ invertite. Possibile che la cultura, l’arte, la musica, le scienze, la bellezza siano passate in secondo piano? Vedo gente così presa da soldi, sesso e fama che non riescono a concentrarsi sulle cose veramente importanti della vita. E non venite a rompermi i coglioni con la solita frase “ciò che è importante per te magari non lo è per altri”. Perché puoi avere tutti i soldi del mondo e tutto il successo possibile ma prima o poi finirà, prima o poi si rimane soli. Puoi scopare con tutte le ragazze o ragazzi ma sono cose di un momento, cose che svaniscono.

E quanto odio questo continuo apparire, avere il bisogno di mostrarsi al meglio. Dio quanto mi fa schifo. E mi fanno schifo chi segue questo ‘stile’ di vita. E mi chiederete, ma a te cosa importa? Fai la tua vita e stop. No non è così. Non posso evitare di dire ciò che penso, non posso stare in un angolo e farmi i fatti miei con il tipico atteggiamento dell’italiano medio. Indifferenza, arroganza, edonismo. È facile così che chi non si identifica in questo si senta escluso e strano quando in realtà è l’unica persona normale su questa Terra.

Tiro le somme.

Ogni giorno mi trovo a pensare a quanto potrei essere migliore di così. Ognuno di noi ha tanto da imparare e capire. Penso alla mia giornata e non posso fare a meno di esprimere un po’ di stizza nei miei confronti. Il motivo? Non sono riuscito a portare a termine nulla di ciò che mi ero prefissato. Ho fallito! È difficile capire cosa mi ha portato fuori strada, la giornata era iniziata esattamente come le altre. In ogni caso pensare al mio piccolo fallimento non mi aiuta, piuttosto dovrei pensare a come superare il problema. Non raggirarlo ma superarlo perché evitando i problemi non si va da nessuna parte, si accumulano come la spazzatura quando non abbiamo voglia di scendere da casa.

So di cosa ho bisogno ma non so come ottenerlo e con questo piccolo dubbio andrò a dormire. Che la notte porti consiglio?

Lo spero.

Buonanotte.

Il paradiso.

Se c’è una cosa che adoro fare è andare alla Feltrinelli. Da piccolo non ero un amante dei libri, detestavo quando gli insegnanti di italiano (e non) mi assegnavano libri da leggere e finiva sempre che cercavo il riassunto su internet quando mamma non era attenta. Mi seccava terribilmente stare a leggere libri che non avevo scelto dei quali poi avrei dovuto discuterne in classe; mi seccava perché potevo usare quel tempo per fare altro. Non sono mai stato un amante delle perdite di tempo e non lo sono tutt’ora.

In questi anni ho scoperto una passione nuova: la lettura. Ho scoperto che mi piace leggere e che ci sono alcuni generi che mi intrigano davvero tanto. Inoltre ho scoperto che mi piace andare in librerie come la Feltrinelli, essere sommerso dai libri. Entrare ed ascoltare il silenzio assordante di centinaia di persone intente a scegliere libri. Mi piace aprire un libro a caso e leggere le prime righe per poi comprarlo se le sensazioni sono state positive. Mi piace passare dalla narrativa ai romanzi storici, dalle letture politiche o mediche fino ai fantasy. Mi piace essere sommesso da così tanti libri perché mi fanno sentire al sicuro; al sicuro da tutto ciò che è reale e che non trovo scritto con l’inchiostro su un pezzo di carta. Ecco che il paradiso è un po’ come una libreria, un luogo di pace dove gli impulsi dell’uomo vengono bloccati dalla lettura perché la lettura è ricerca di se stessi, perché leggere fa crescere.

Tutti dovremmo andare più spesso in libreria; dovremmo andare alla ricerca di noi stessi guidati dalla mano sapiente di autori che riescono ad descriverci senza conoscerci, ad emozionarci senza parlarci di persona, ad esaltare il nostro essere più vero.

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